I movimenti femminili fanno politica
CAPITOLO IV
I movimenti femminili fanno politica
Siamo a luglio e continuano le pubblicazioni della ricerca storico/politica dal titolo “Il Femminismo nel pensiero politico. Un saggio di storia dimenticata” di Katiuscia Giubilei.
Dopo aver dato uno sguardo alle primissime esposizioni femminili in Europa, cominciamo a raccontare la storia delle rivendicazioni militanti attive. E partiamo con Flora Tristan, coraggiosa battagliera che confessava impietosamente ” Mi stupiscono solo due cose l’intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini ”.
Cominciamo la nostra esplorazione con la bellissima figura di Flora Tristan
Con le pubblicazioni precedenti abbiamo conosciuto le prime ribellioni femminili, quando le donne cominciavano ad avere una voce, prima dell’ 800. Iniziamo ora, invece, l’esplorazione del vero e proprio femminismo, animato dallo spirito rivoluzionario, che nascerà quando l’egualitarismo fra i sessi e l’emancipazione giuridico-economica della donna si affiancheranno sul fronte etico-politico.
Nel corso del XIX secolo le femministe nascenti si impegnarono, nella difesa dei diritti umani e civili e cominciarono le lotte per la libertà di pensiero, di associazione, per l’abolizione della schiavitù e della prostituzione e per la pace. In virtù di questi ideali, il movimento femminista cominciò a convivere con quello socialista e riformatore, senza tuttavia che le due convinzioni si identificassero; tutt’altro, tra le femministe borghesi e le socialiste si crearono contrapposizioni marcate, testimoniate dalla storia. È indubbio però che il movimento socialista costituì un baluardo politico e un elemento di amplificazione delle tematiche e delle idee specificamente femministe.
Sono gli anni di Flora Tristan (1803-1844), operaia ed autrice dell’alleanza teorica tra femminismo e socialismo rivoluzionario. La femminista fu impegnata nella rivendicazione dei diritti della donna-operaia e legò l’emancipazione dei lavoratori al movimento e alla battaglia, la liberazione della donna alla rivendicazione proletaria. La sua opera “L’union ouvrière”, pubblicata nel 1843, rappresenta uno dei primi progetti di Internazionale operaia, di portata mondiale e descrive con realismo, la drammatica condizione delle lavoratrici
Giornalista ante litteram, Tristan si recò in Inghilterra per studiare tutto, miserie e nobiltà; frequentò bettole, topaie e bordelli annotando puntigliosamente ambienti e sensazioni. Per entrare in Parlamento, si travestì da ambasciatore turco! E da questa esperienza nacque “Promenades dans Londres ”, una denuncia effettiva del traffico di bambini, della prostituzione e della grande miseria.
“Rivendico i diritti delle donne – scriveva – perché sono convinta che tutte le sofferenze del mondo derivino dalla mancanza del rispetto e dal disprezzo dei diritti naturali e imprescindibili dell’essere femminile”.
Flora Tristan << L’orgoglio e la fatica di essere donna >>
La femminista ritratta durante una delle sue esposizioni pubbliche.
Il francobollo realizzato dalle Poste francesi nel 1994 per omaggiare Flora Tristan
Io e la bellissima e fascinosa scrittrice Katiuscia Giubilei, non sapete quanto è simpatica, prerogativa delle persone intelligenti!!!
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Brava hai affrontato un argomento top!
Molto interessante questo post, grazie!
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Bellissimo post
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Adoro i tuoi post, sono sempre molto interessanti.
Buona giornata
Alessia
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Grazie a tutte le amiche che trovano interessante la mia ricerca e grazie a Nadia che ne ha fatto un evento. Come dice lei stessa <> !!
Post interessantissimo! Women power! xoxo rita talks
Una grande donna, molto interessante questo post!
Alessia
Thechilicool
sempre molto interessanti questi post, imparo cose nuove!
Un post davvero interessante